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Un oro in memoria di Romano Rodella

 

Si chiude il 2018 con una bella vittoria in doppio ad Asola, in memoria del mio fraterno amico Romano Rodella, una vittoria facile, diciamo la verità, visto che eravamo solo due coppie iscritte, due coppie del mio Club peraltro (io con Silvestro Pasolini e Beppe Romano con Mauro Viola), solo quattro iscritti nel doppio per onorare la memoria di una persona che ha lasciato un segno indelebile nel nostro sport e che (lo ricordo per chi non lo avesse conosciuto) è stato campione italiano 3^ categoria e poi 2^ categoria, ha militato tanti anni in serie “A”, più volte maglia azzurra e che grazie a lui poi, nelle vesti di Presidente dell’ Asola, tanti giocatori hanno potuto raggiungere il sogno di diventare grandi atleti (un nome su tutti Marco Rech Daldosso). Troppo pochi amici miei, certo era l’antivigilia di Natale, ma se mi chiama un amico, se devo ricordare un amico, se devo aiutare un amico io ed i miei pari non ci tiriamo indietro (noi della “vecchia suola” siamo cosi…) e cosi abbiamo fatto, lasciando ancora una volta il segno, dopo la vittoria nel 2017 in doppio con Matteo Rodella (figlio maggiore di Romano) e nel 2016 in un altro memorial, dedicato a Giulio Rossini, in coppia con Alessandro Romele.

Ecco, io non dimentico gli amici, quelli veri, e non è un vanto, ma un segno distintivo del mio forte senso affettivo verso le persone che rispetto e dalle quali ho avuto rispetto; recentemente una cara persona mi ha scritto questo messaggio: “Sinceramente prima di conoscerti davvero pensavo fossi l’opposto della persona incredibile che sei” e questo la dice lunga su come di solito le persone siano capaci di giudicare facilmente in maniera superficiale, senza soffermarsi mai sui particolari, perché in realtà sono proprio i particolari che fanno la differenza, ma sempre pochi se ne rendono conto.

Ecco, questo mio fine 2018 lo chiudo ricordando sia il pensiero profondamente sincero ricevuto inaspettatamente da una persona perbene, sia la memoria di un amico fraterno che fino all’ultimo è stato capace di avere parole buone nei miei confronti, nonostante il male incurabile che lo aveva colpito, ed io questo non lo dimenticherò mai, al contrario invece di chi molto spesso si palesa come “amico”, ma nel giro di poco tempo è capace di disconoscere tutto il bene che gli è stato donato.

Onore a te quindi mio caro Romano, onore a tutti quelli come te, con la speranza che la prossima edizione del tuo memorial sia piena di gente che sa rendere speciale un torneo in memoria di un campione vero come te, un campione che non smette mai di mancarmi!

Buon anno nuovo a tutti.

Francesco De Petra






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