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Veni, Vidi, Vici...il Grande Romano

 

 

Veni, vidi, vici (ossia Venni, vidi, vinsi) è la frase con la quale Giulio Cesare, Imperatore di Roma, annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l'esercito di Farnace II del Ponto a Zela, nel Ponto e che ben si addice al nostro Beppe Romano che la scorsa settimana, con al suo attivo praticamente zero allenamenti, ma tanta voglia di onorare il torneo dedicato al nostro grande amico Giulio Rossini, si è presentato in campo a Mazzano ed ha vinto il torneo dedicato alla sua categoria.

Per i giovani che non conoscono mio fratello Beppe dico solo che quando nel 1978 ho iniziato a giocare lui già era un Campione, di quelli con la C maiuscola, difensore imbattibile, imperturbabile, combattivo e senza paura, praticamente vincerci contro era impresa da altrettanti Campioni. A titolo personale ci vollero quasi dieci anni per batterlo ed altrettante sconfitte (10) consecutive prima di riuscire a penetrare quel muro invalicabile della sua difesa passiva e ciò avvenne nel 1987 in un match epico dove io e Claudio Orlini, opposti a Beppe (giocavamo in due formazioni diverse all’epoca!), scommettemmo una pizza reciprocamente da pagare ad uno di noi due qualora fossimo riusciti a batterlo. Ebbene quella pizza non fu mai pagata da nessuno di noi due perché riuscimmo a sconfiggerlo entrambi in due partite mozzafiato, con un pubblico da Serie “A” in un derby infuocato di Serie “C”. Preparammo con coach Nobili quella partita nei minimi dettagli, ripetizioni su ripetizioni, centimetro per centimetro di tavolo, ed arrivammo preparati come non mai. Ricordo ancora lo sguardo di Beppe durante il nostro match, era feroce, formidabile nella sua volontà ad affermare la sua supremazia di Re incontrastato del Tennistavolo Bresciano che vedeva minata da due giovani come me e Orlini vogliosi di prendergliela. Beppe tagliava palle come lame affilate si affondano nel burro ed era difficile bucarlo, ma con un’attenta strategia ci riuscimmo e fu l’apoteosi, perché battere Romano era come vincere i campionati mondiali per noi. Ricordo ancora le lacrime mie e della mia famiglia (che adoravano e adorano Beppe come un figlio) che non potevano credere a ciò che avevano visto e soffrivano anche nel vedere il Grande Romano sconfitto. Ma la sua grandezza venne fuori alla fine dove mi disse: “Sei stato fantastico”.

Ecco, ho voluto descrivere Beppe non in una vittoria (per me quasi scontata nel torneo dedicato a Giulio, visto che per me lui è sempre un grande giocatore), ma in una sconfitta dai contorni umani fantastici.

Beppe ha voluto essere presente al torneo dedicato a Giulio perché da coetaneo gli voleva bene, come tutti noi, ha voluto vincere per lui e per la sua famiglia, accorsa sugli spalti del Palazzetto di Mazzano per vedere all’opera quest’uomo d’acciaio, dal cuore d’oro e dalla generosità immensa.

Ci siamo visti solo il giorno prima in palestra, in occasione del corso che teniamo al venerdi per i bambini e dove lui ed io ci dedichiamo ai più piccoli ed abbiamo fatto una piccola dimostrazione con lui in tuta ed io in giacca e cravatta e dove io dissi ai bambini “Ecco a voi uno dei miei miti” riferendomi a lui e la sua risposta fu: “Ecco a voi uno dei migliori giocatori italiani”…ora ditemi Voi se quest’uomo, mio fratello, non è un grande!?

Ti voglio bene mio caro Beppe, sei il nostro orgoglio!

Ciao Giulio sei stato onorato da chi davvero ti ha voluto bene.

Francesco De Petra



Beppe Romano


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