Sinceramente speravo di non scrivere mai questo editoriale, ma la vita ha un inizio ed una fine e questa volta a scendere dal treno al capolinea dell’esistenza è toccato ad una persona speciale, il nostro amatissimo ed indimenticabile Mister Grazioso Nobili che all’età di 90 anni e dopo una lunga malattia ci ha lasciati il giorno del mio onomastico, il 4 Ottobre 2026.

Ne avrei tanti di aneddoti da raccontare su di lui, ma li tengo per me perché per me lui era un secondo papà visto che mi ha insegnato a giocare sin da quando avevo 14 anni e non lo ha fatto solo con me, ma con tutti i miei amici fraterni (Gianpaolo Perri, Claudio Orlini e Beppe Romano) e con tutti quelli che si sono avvicinati al tennistavolo con noi e dopo di noi.

Mister Nobili era speciale, un maestro non solo di tattica, ma di vita. Ci ha accompagnati in un percorso di crescita sportiva e umana ineguagliabili, attraverso un’ antica metodologia che funziona sempre e che molto spesso oggigiorno viene osteggiata e che si fonda sulla durezza ma con intelligenza e nei momenti opportuni, ma soprattutto condita da tanta esperienza, mista a saggezza e lungimiranza, perché è  soprattutto questo aspetto che mi piaceva di lui, ossia quello di guardare lontano ed anticipare i tempi.

Mister Nobili non mollava mai e ce l’ha sempre insegnato, sia in campo che fuori dal campo; faceva parte (come mio papà) di quella generazione di bambini figli della guerra che non hanno ricevuto tante carezze da piccoli e che hanno imparato alla svelta ad arrangiarsi e ad emanciparsi e quindi sapeva bene come farci crescere forti, ma solo verso la fine della sua carriera sportiva l’ho visto emozionarsi, dopo aver visto i nostri progressi e se proprio volete saperlo fu proprio lui a spronarmi tanti anni fa a creare la vera casa del tennistavolo nella nostra città e cosi fu con la creazione di questo club nel 1999. Quei suoi occhi lucidi mi sono rimasti impressi perché attraverso quelle lacrime esprimeva sinceramente il suo orgoglio per i suoi figli sportivi, figli che era riuscito a forgiare e spingere a far sempre del proprio meglio, fino ai giorni d’oggi.

Di lui ricorderò due cose in particolare: la prima si riferisce ad una frase che mi è sempre stata utile e che recitava così: “per fare un grande salto devi prendere la rincorsa per cui devi tornare indietro…” E quel tornare indietro era la base del concetto, ossia quello di non perdersi mai d’animo se nella vita o nello sport vivi dei momenti di difficoltà, turbamento o caos, perché fa parte del processo di crescita e sviluppo, perché quando meno te lo aspetti ecco fare il grande salto, ossia il miglioramento; la seconda, durante una partita, mentre non stavo giocando proprio bene, mi guardò come solo un padre sa guardare un figlio e mi disse semplicemente questa frase: “ricordati come ti chiami!” queste quattro parole e quello sguardo forte, ma amorevole, mi bastarono per riprendere in mano la situazione e vincere un match ormai perso. Questo era lui, ma era anche molto altro perché sapeva essere generosissimo: originario di Lodi, ad ogni S.Pasqua, ci regalava un dolce tipico della sua città e lo faceva con il cuore e quel gesto ancora mi manca.

Potrei continuare a lungo, ma mi fermo qui perché le lacrime di tristezza che accompagnano questi piccoli ma profondi pensieri bagnano la tastiera e voglio restare qui da solo a pensarlo con grande riconoscenza ed affetto. Persone come Mister Nobili non sono facili da trovare, mentre noi abbiamo avuto la fortuna ed il prestigio di averlo come maestro e questo mai nessuno ce lo toglierà.

Grazie di tutto Mister, eri Grazioso di nome, ma grandioso nel cuore e nell’anima!

Le nostre più sentite condoglianze vanno ai nostri cari amici e figli di Mister Nobili, Angelo, Giovanni ed Antonietta.

Francesco De Petra