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Esultanza inutile

 

Non esulto per le nostre promozioni in C-2 e D-2, nè piango per la nostra mancata promozione in C-1 a differenza di tanti che non appena è stata sancita la chiusura anticipata (causa Covid) della stagione agonistica non hanno perso tempo nel proclamarsi vincitori o salvi. Molti di essi per carità se lo sono meritati, ma sinceramente con l’aria che tira francamente non ho voglia di gioire, né di piangere, perché la mia vera gioia risiede nella speranza che questa emergenza passi al più presto perché questa vita a metà tra l’impegnarsi nel lavoro mentre la TV ti martella di negatività sotto il profilo economico e sanitario e il non poter tornare a sorridere con amici, figli, parenti e colleghi, sinceramente mi spacca il cuore. Quindi che c’è da sorridere se non si sa nemmeno come tornare a giocare in palestra, ma soprattutto quando e con chi?! Molti forse non si rendono conto o dimenticano che Sport e Scuola sono i settori che evidenziano le maggiori criticità sanitarie ed organizzative per il ritorno alla normalità e presentano problemi di non facile soluzione, anche se nutro speranze nella scienza degli eminenti esperti nel porre fine alle nostre angosce, ma è il “quando?” che non mi lascia sereno, lasciandomi invece scuro nei pensieri e nei sentimenti.

Ho visto personalmente amici malati di Covid che sono tornati dagli ospedali cambiati radicalmente, smagriti, impauriti, con uno sguardo diverso nel proprio animo e questo, almeno per le persone molto sensibili, dovrebbe aver lasciato un segno indelebile perché veder tornare alla vita persone che hanno visto la morte in faccia è la cosa che più mi rende gioioso, ma a livello molto intimo, più di un tavolo da ping-pong, più di una partita, quindi esultare per questi risultati benevoli per tutti è per me il primo passo per tornare ad una normalità lenta ed aspra, guardando sempre al futuro con grande speranza, senza dimenticarsi mai il recente passato, perché se non abbiamo imparato nulla da questo non c’è futuro! La gioia di una vittoria può essere diversa da persona a persona e per me la gioia è poter dire “rieccoci finalmente”!

Buona salute a tutti!

Francesco De Petra


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