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Un abbraccio dal Presidente!

28-04-2021

 

Rieccomi qui, dopo mesi di assenza agonistica dai campi di gioco per scelta e successivamente a causa di un’assenza forzata dovuta al Covid che silenziosamente, vigliaccamente e terribilmente mi ha colpito a metà marzo, provocandomi un’embolia polmonare, una polmonite bilaterale, un coma farmacologico di una settimana, un’intubazione, ecc.ecc. Tutto ciò alla faccia dei negazionisti dei quali si può volentieri farne a meno e che come tutti quelli come me che sono stati in ospedale vorrebbero altrettanto volentieri prendere a calci nei denti per la loro demenza ed incoscienza. Ebbene si sono stato ad un passo dalla morte, anzi per un’intera settimana sono stato “assente per coma” amici miei ed al risveglio ho pensato a queste cose: 1) dove sono? 2) come stanno mia moglie e le mie figlie? 3) da quanto tempo sono qui? 4) chissà se l’Inter è ancora prima in classifica? 😊

Voglio sorridere cari miei perché ho sofferto in maniera profonda ed anche per un guerriero come me è stata terribilmente dura, non nego che ho pianto come un bambino dalla paura, ma al tempo stesso, per darmi la carica come in campo, ho sempre usato il cervello (dato che il corpo era inerme, avendo perso 12 kg di massa muscolare) dirottandolo verso pensieri positivi come la guarigione, la fede in Dio, la famiglia, la mia dolce e fortissima Irina e gli amici, perché era l’unica cosa che potevo fare, avendo un tubo in gola di 24 cm di lunghezza e 3 di diametro che non mi permetteva nemmeno di parlare, con le mani legate per evitare che me lo togliessi e successivamente maschere di ossigeno che istintivamente e falsamente ti davano il senso di soffocamento, ma che in realtà ti aiutavano a sopravvivere.

Non scrivo questo per fare del vittimismo, ma solo per farvi capire la cattiveria e l’imprevedibilità di questo virus; nella maggior parte dei casi colpisce in maniera lieve (come ad esempio mia moglie), ma in altre ti manda diritto in terapia intensiva come nel mio caso ed allora è giusto sensibilizzare le persone che ancora oggi sottovalutano tale pericolosità ed io che non l’ho mai fatto mi sento ancora più incazzato! In ospedale ho visto giovani e meno giovani, uomini e donne, tutti più o meno nelle mie stesse condizioni ed è li che ho capito che la gente li fuori avrebbe dovuto vedere o sapere per capire bene la situazione, anziché parlare spesso a caso!

Ora però che pian piano mi sto riprendendo (sono in convalescenza ancora per un’altra decina di giorni) avevo piacere di tornare virtualmente tra voi anche per ringraziare tutti gli amici che si sono fatti sentire direttamente ed indirettamente per sostenere me ed i miei familiari in un momento così difficile, vi ringrazio davvero di cuore, mi sono emozionato tanto nel vedere quante persone in realtà mi vogliono bene (anche rivali!) e non vedo l’ora di ringraziarle personalmente, anche se non so ancora né quando, né dove, perché per tornare l’atleta che ero un tempo ci vorranno mesi, ma per essere l’uomo che sono sempre stato non ci vuole nulla ed infatti sono qui a dimostrarlo; ringrazio inoltre l’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo che mi ha salvato la vita e da quel giorno, incredibilmente, mi sento più bergamasco di adozione che bresciano, dato che la mia città mi ha trasferito in un batter d’occhio in terra orobica perché qui “non c’era posto” e questa cosa non me la dimenticherò statene certi, ma è andata bene cosi perché a Bergamo ho conosciuto medici, infermieri ed altri operatori davvero fantastici, tosti, ma assolutamente professionali, quindi grazie Bergamo, grazie a tutti, grazie DIO!

Ma prima di chiudere vorrei mandare un caro saluto anche alla nostra Sonia Mor che proprio a causa di questo terribile virus, in un giorno solo ha visto volar via i suoi amati genitori ed anche questa è la dimostrazione di quanta cattiveria abbia questo killer silenzioso; mi ha fatto molto male anche questa notizia, ma sia io sia Sonia siamo combattenti nati e ci rivedrete prima o poi…Forza Sonia!

Un abbraccio a tutti dal Vostro

Francesco De Petra



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